pillola

Brunetta: «I padri sono iperprotetti dall’articolo 18 e spendiamo troppo poco per i giovani». Cofferati: «Chw c’entrano i giovani con l’articolo 18?»… in effetti

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4 Responses to pillola

  1. nicolabel says:

    Di Brunetta penso tutto il male possibile, però focalizza un problema secondo me reale: la forte discrepanza fra le tutele per i lavoratori a tempo indeterminato e quelle per chi è a vario titolo precario.
    Non credo che la soluzione sia rendere identiche le tutele per tutti, né tanto meno limitarsi a scardinarle per chi ce le ha (cfr. l’abolizione dell’articolo 18) secondo un mai abbandonato disegno di questa destra liberista a corrente alternata.

    Credo tuttavia che, in qualunque ambito (tassazione, diritti dei lavoratori, leggi elettorali, etc.), i sistemi che prevedano discontinuità invece che gradualità siano intrinsecamente iniqui: essere nato il 31 dicembre di un anno o il 1° gennaio del successivo, ottenere il 3,99% o il 4,01% dei voti, lavorare in un’azienda con 15 o 15 dipendenti, non dovrebbero determinare “salti”.
    In merito alle tutele del lavoro, una vera riforma dovrebbe partire dal modello francese, in cui nessuno entra nel mercato del lavoro con pieni diritti, ma li acquisisce con il mero passare del tempo: così ad esempio un lavoratore con 6 mesi di esperienza ha diritto ad un’indennità di disoccupazione più limitata di quella rivolta a chi ha 20 o 30 anni di lavoro alle spalle.
    A questo modello si ispira la proposta di contratto unico di lavoro avanzata da Tito Boeri e Pietro Garibaldi nel saggio “Un nuovo contratto per tutti” (Chiarelettere, Milano, 2009); una proposta probabilmente migliorabile nel merito ma metodologicamente inoppugnabile. E ovviamente del tutto ignorata.

    OT: mi inserisci nella nuova Molablogosfera?

  2. mancio says:

    l’analisi di nocolabel è praticamente perfetta!
    compresa l’introduzione punto focale del problema

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