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	<title>Comments on: Auguri a tutti, solidarietà al compagno consigliere</title>
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	<description>le chiacchiere stanno a zero</description>
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		<title>By: Notizie dai blog su Solidarietà al compagno Caldoro</title>
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		<dc:creator>Notizie dai blog su Solidarietà al compagno Caldoro</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 05:45:12 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Auguri a tutti, solidarietà al compagno consigliere Contro ogni pronostico questo Natale potrebbe portare doni interessanti. In attesa di buone notizie, quindi, auguro a tutti di trascorrere questi giorni natalizi nella massima tranquillità possibile. p.s. blog: Giovanni Ruggiero&#039;s blog &#124; leggi l&#039;articolo [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Auguri a tutti, solidarietà al compagno consigliere Contro ogni pronostico questo Natale potrebbe portare doni interessanti. In attesa di buone notizie, quindi, auguro a tutti di trascorrere questi giorni natalizi nella massima tranquillità possibile. p.s. blog: Giovanni Ruggiero&#039;s blog | leggi l&#039;articolo [...]</p>
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		<title>By: Francesco C</title>
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		<dc:creator>Francesco C</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 19:19:21 +0000</pubDate>
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		<description>Ti segnalo un mio servizio per l’emittente Funkhaus Europa della radio pubblica tedesca. Riguarda inevitabilmente anche Mola, riguarda tutti noi. Se vuoi diffondi e condividi.

In Puglia un “mare” di petrolio? 

Un decreto del Ministero dell’Ambiente autorizza la multinazionale Northern Petroleum a effettuare, da gennaio 2010, prospezioni sismiche sui fondali pugliesi alla ricerca dell’oro nero. A rischio ambiente, pesca e turismo. Gli enti locali, in ritardo, si ribellano.
Sulla cartina, a largo delle coste pugliesi, i primi sette punti sono già stati tracciati: isole Tremiti, Molfetta, Monopoli, Torre Egnazia, Brindisi, Gallipoli e Taranto. E’ qui che, da metà gennaio 2010, la multinazionale Northern Petroleum darà il via alle operazioni di ricerca petrolifere a una distanza variabile tra i 10 e i 40 km dalla litoranea. Sarebbero inoltre già pronte le procedure per attivare altri 15 punti d’indagine. Ma sono tutti i Comuni pugliesi della costa, e non solo questi, ad essere inevitabilmente coinvolti. Il mare è infatti una risorsa di tutti. Ambiente, zone protette, pesca, turismo: se tutte le località individuate si rivelassero redditizie, la Puglia verrebbe letteralmente circondata da piattaforme petrolifere. Finora un lungo silenzio sulla vicenda, rotto solo dal decreto di autorizzazione del Ministero dell’Ambiente e del Ministero dei Beni Culturali datato 15 ottobre 2009. Due le fasi previste: quella delle verifiche (da metà gennaio 2010) e quella della trivellazione dei fondali fino ai 2mila metri di profondità, quest’ultima previa valutazione di impatto ambientale da parte del comitato nazionale (dove però non è ancora stato nominato il rappresentante della Puglia). La Regione intanto, in una corsa contro il tempo, si appellerà al Tar del Lazio...continua... 

Ascolta il servizio su
http://www.francescocristino.ilcannocchiale.it</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ti segnalo un mio servizio per l’emittente Funkhaus Europa della radio pubblica tedesca. Riguarda inevitabilmente anche Mola, riguarda tutti noi. Se vuoi diffondi e condividi.</p>
<p>In Puglia un “mare” di petrolio? </p>
<p>Un decreto del Ministero dell’Ambiente autorizza la multinazionale Northern Petroleum a effettuare, da gennaio 2010, prospezioni sismiche sui fondali pugliesi alla ricerca dell’oro nero. A rischio ambiente, pesca e turismo. Gli enti locali, in ritardo, si ribellano.<br />
Sulla cartina, a largo delle coste pugliesi, i primi sette punti sono già stati tracciati: isole Tremiti, Molfetta, Monopoli, Torre Egnazia, Brindisi, Gallipoli e Taranto. E’ qui che, da metà gennaio 2010, la multinazionale Northern Petroleum darà il via alle operazioni di ricerca petrolifere a una distanza variabile tra i 10 e i 40 km dalla litoranea. Sarebbero inoltre già pronte le procedure per attivare altri 15 punti d’indagine. Ma sono tutti i Comuni pugliesi della costa, e non solo questi, ad essere inevitabilmente coinvolti. Il mare è infatti una risorsa di tutti. Ambiente, zone protette, pesca, turismo: se tutte le località individuate si rivelassero redditizie, la Puglia verrebbe letteralmente circondata da piattaforme petrolifere. Finora un lungo silenzio sulla vicenda, rotto solo dal decreto di autorizzazione del Ministero dell’Ambiente e del Ministero dei Beni Culturali datato 15 ottobre 2009. Due le fasi previste: quella delle verifiche (da metà gennaio 2010) e quella della trivellazione dei fondali fino ai 2mila metri di profondità, quest’ultima previa valutazione di impatto ambientale da parte del comitato nazionale (dove però non è ancora stato nominato il rappresentante della Puglia). La Regione intanto, in una corsa contro il tempo, si appellerà al Tar del Lazio&#8230;continua&#8230; </p>
<p>Ascolta il servizio su<br />
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		<title>By: Francesco C</title>
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		<dc:creator>Francesco C</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 14:08:27 +0000</pubDate>
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		<description>L&#039;ex capo della Marina militare argentina, Emilio Edoardo Massera, è imputato presso la prima Corte d&#039;assise di Roma per la &quot;desaparicion&quot; di tre italiani residenti in Argentina negli anni della giunta militare. I nostri connazionali vittime della repressione furono circa un migliaio su 30mila &quot;desaparecidos&quot;.
Chi sono i desaparecidos? Alla lettera persone introvabili, scomparse nel nulla. Nella realtà dei fatti, e della storia, gente comune, studenti, sindacalisti, madri e padri di famiglia vittime di una repressione politico-sociale tra le più cruente del XX secolo: &quot;Sono stati sequestrati, torturati con l&#039;elettricità, uccisi e buttati a mare, anche vivi, con i cosiddetti voli della morte”. A ricordare il loro drammatico e inspiegabile destino è Jorge Ithurburu, responsabile della onlus &quot;24 Marzo&quot; e procuratore delle parti civili nei processi italiani agli aguzzini della giunta militare argentina. Tra questi c&#039;è l&#039;ammiraglio Emilio Edoardo Massera, ex numero uno della Marina Militare e responsabile dell&#039;Esma, l&#039;Escuela de Mecánica de la Armada, trasformata negli anni della dittatura (1976-1983) nel principale centro di detenzione clandestino del Paese. Massera è imputato in contumacia - dopo un ictus, vive nella sua dimora in Argentina sotto sorveglianza medica - presso la prima Corte d&#039;assise di Roma per il sequestro, la tortura e l&#039;omicidio di tre cittadini italiani: Angela Maria Aieta, Giovanni Pegoraro e sua figlia Susanna Pegoraro.

Ascolta il servizio radiofonico realizzato per l&#039;emittente tedesca Funkhaus Europa su...
http://www.francescocristino.ilcannocchiale.it/

Saluti!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ex capo della Marina militare argentina, Emilio Edoardo Massera, è imputato presso la prima Corte d&#8217;assise di Roma per la &#8220;desaparicion&#8221; di tre italiani residenti in Argentina negli anni della giunta militare. I nostri connazionali vittime della repressione furono circa un migliaio su 30mila &#8220;desaparecidos&#8221;.<br />
Chi sono i desaparecidos? Alla lettera persone introvabili, scomparse nel nulla. Nella realtà dei fatti, e della storia, gente comune, studenti, sindacalisti, madri e padri di famiglia vittime di una repressione politico-sociale tra le più cruente del XX secolo: &#8220;Sono stati sequestrati, torturati con l&#8217;elettricità, uccisi e buttati a mare, anche vivi, con i cosiddetti voli della morte”. A ricordare il loro drammatico e inspiegabile destino è Jorge Ithurburu, responsabile della onlus &#8220;24 Marzo&#8221; e procuratore delle parti civili nei processi italiani agli aguzzini della giunta militare argentina. Tra questi c&#8217;è l&#8217;ammiraglio Emilio Edoardo Massera, ex numero uno della Marina Militare e responsabile dell&#8217;Esma, l&#8217;Escuela de Mecánica de la Armada, trasformata negli anni della dittatura (1976-1983) nel principale centro di detenzione clandestino del Paese. Massera è imputato in contumacia &#8211; dopo un ictus, vive nella sua dimora in Argentina sotto sorveglianza medica &#8211; presso la prima Corte d&#8217;assise di Roma per il sequestro, la tortura e l&#8217;omicidio di tre cittadini italiani: Angela Maria Aieta, Giovanni Pegoraro e sua figlia Susanna Pegoraro.</p>
<p>Ascolta il servizio radiofonico realizzato per l&#8217;emittente tedesca Funkhaus Europa su&#8230;<br />
<a href="http://www.francescocristino.ilcannocchiale.it/" rel="nofollow">http://www.francescocristino.ilcannocchiale.it/</a></p>
<p>Saluti!</p>
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		<title>By: Un molese</title>
		<link>http://www.giovanniruggiero.com/2009/12/20/auguri-a-tutti-solidarieta-al-compagno-consigliere/comment-page-1/#comment-6569</link>
		<dc:creator>Un molese</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 12:41:37 +0000</pubDate>
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		<description>Secondo me al &quot;compagno&quot; consigliere gli è andata bene solo con la diffida. Un altro lo avrebbe sicuramente querelato con congrua richiesta di risarcimento danni.
Quindi, il &quot;compagno&quot; consigliere non si può lamentare perchè ha ricevuto un bel dono sotto l&#039;albero.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo me al &#8220;compagno&#8221; consigliere gli è andata bene solo con la diffida. Un altro lo avrebbe sicuramente querelato con congrua richiesta di risarcimento danni.<br />
Quindi, il &#8220;compagno&#8221; consigliere non si può lamentare perchè ha ricevuto un bel dono sotto l&#8217;albero.</p>
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