Alcuni della mia generazione sono tra gli ultimi pochi fortunati (relativamente) ad aver vissuto, dopo ogni campagna elettorale, la classica fase dell’analisi del voto dopo una campagna elettorale fatta nella sede di un partito. Bene o male oggi questa fase prosegue, seppur sui blog, ma permettetemi di rimanere convinto che non sarà mai la stessa cosa.
E’ sempre più evidente che i partiti di Mola (volendo parlare di quel che conosciamo), come siamo stati abituati a conoscerli e a viverli, hanno ormai perso tanti aspetti positivi che li rendevano l’unico vero luogo adatto per discutere di Politica, perchè si sono svuotati di persone e di idee. Per la maggior parte dei casi questa è la situazione. Difficilmente quindi, chi oggi milita in un partito, analizzerà con doveroso distacco e realismo il voto delle Elezioni Provinciali ed Europee.

La rive gauche
La candidatura di Nico Fiore per il Prc molese è stata una scommessa sin da subito. Se il segretario cittadino si fosse fidato di più delle mie previsioni, oggi la sua delusione sarebbe stata smorzata dalla certezza che 371 voti è una buona base di partenza per un gruppo poitico in profonda fase di ricostituzione, osteggiato da più lati a sinistra che certamete non facilitano il lavoro. Le dimissioni di Francesco sono un gesto d’altri tempi, dignitoso, ma come tanti simbolismo della Politica abbastanza inutile. Fossi iscritto le rigetterei alla Totò con un “ma mi faccia il piacere!”.

Potevate Dirglielo…
al candidato Crisino che avevate intenzione solo di fargli compagnia in questa campagna elettorale, salutando la gente per pura cortesia e non per provare ad indirizzare la gente che in voi poteva avere ancora fiducia sulla sua figura. Se a questo aggiungiamo che dopo nove anni da sindaco il buon Cristino si è materializzato agli occhi degli elettori sensa un granchè di preavviso, penso che il risultato di 2108 sia più che generoso.

Alberotanza
Cinque anni fa il gruppo dell’IdV molese decise di non ostacolare le altre più “pesanti” candidature di coalizione, presentando Giovanni Orlando (a proposito la volta scorsa Margherita+Comunisti Italiani+Ds=3553, oggi i conti non tornano). Per farla breve, insomma, Giovanni Alberotanza ha totalizzato 1355 voti nell’intero collegio, ribadendo che il gruppo è vivo e vivace. La persona candidata ha qualità politiche, e umane, che non si comprano al mercato, uno o ce l’ha o non se le può inventare. Ma visto che in “politica” certe cose sono spesso di secondo piano, bene hanno fatto gli amici dell’IdV a dire chiaro e tondo che meno di così non si può fare.

L’autunno pugliese

L’assessore provinciale uscente Lepore (1575 voti) perde 400 preferenze rispetto al 2004, ma non cambia di molto la sua posizione. La primavera pugliese è ormai un dichiarato autunno, e questo ha penalizzato anche il candidato della lista del presidente, che ora potrà dedicarsi alla presidenza del consiglio comunale nel suo ultimo anno di legislatura.

Diperna 2.0
Quando parti da favorito, una corsa è sempre più difficile. Ma Stefano Diperna è un maratoneta e le lunghe distanze non lo spaventano. C’è chi ha fatto campagna elettorale per circa 40 giorni, lui forse dalle campagne elettorali non è mai uscito, sapendo dosare forze e risorse senza sprechi. 4518 voti (di cui oltre 3800 solo su Mola) è un tempo di tappa da maglia rosa, vedremo come andrà l’arrivo al Colosseo.

Ancora fuori dal palazzo

L’eterna promessa della politica molese non sfonda neanche al terzo tentativo di entrare nel consiglio provinciale (1107 voti). Se voleva essere una dimostrazione di forza, forse non è andata come previsto.

Mentre il saggio indica il problema, lo stupido guarda il dito
Mentre tutti erano concetrati a sfotterlo sula gaffe grammaticale, lui lavorava e portava a votare ragazzi che altrimenti sarebbero tranquillamente andati al mare. Non posso che complimentarmi con Vito (1061 voti), ma come giustamente ha richiamato Giuseppe nel suo blog ora è necessaria un po’ di chiarezza di posizione.

Gioventù bruciata

Sabino Vavallo (966 voti) è uno di quei politici locali di un’altra epoca, fatta di cognomi che io e i miei coetanei possiamo solo sentir parlare ed i cui metodi di portare avanti le campagne elettorali fanno ancora oggi scuola. I quasi mille voti per Vavallo non sono un risultato lusinghiero, ma neanche deludente. Ora toccherà a chi nell’Udc è nato dopo la seconda guerra mondiale prendersi lo spazio che meritano.