Ho letto oggi sull’edizione barese di Epolis anche le motivazioni che hanno portato i Consigli di Facoltà di Giurisprudenza e Medicina dell’Università di Bari ad intitolare l’Ateneo ad Aldo Moro. Per gli studenti sarebbe sbagliato personalizzare l’identità di quel grande nosocomio della cultura che è la nostra Università.

Una giustificazione debole e traballante. Dicono poi che il voto dei Consigli sarebbe stato contrario anche se fosse stato proposto Giovanni Paolo II, lo trovo difficile da credere, conoscendo l’influente anima ciellina che a Bari pasce da anni a questa parte.

La questione è tutta sul personaggio Moro, visto erroneamente più come il rappresentante di una corrente della Dc e non come statista irripetibile, nonchè insigne docente della stessa Uniba, proprio a Giurisprudenza.

La nostra Puglia negli anni ha saputo dare contibuti insostituibili al Paese, pochissimi hanno avuto un giusto riconoscimento in casa propria. Moro e la sua memoria forse meriterebbe ben altro dalla Puglia, più che l’intitolazione dell’Universitàdegli stufi di Bari.

E intanto a me fa sempre più incazzare la persistenza del padiglione Nicola Pende in quel di Medicina. Ma i meccanismi della toponomastica non mi sono mai stati chiari.

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