Sulla spinta del buon Pino Pisicchio (che ne condividiate o no le idee, è un vulcano quell’uomo), è passata alla Camera l’abrogazione della macchina da scrivere all’esame di stato per i giornalisti aspiranti professionisti. Dal ’63 infatti è sempre stato obbligatorio l’uso di “lettera 22″ o simili, insomma chi ha fatto l’esame fino a pochissimo tempo fa ha dovuto sbattersi non poco per trovare un oggetto da archeologia industriale, che funzionasse ovviamente.
Ora la legge passerà al Senato, dove qualche vecchio bacucco potrebbe non capire come sia possibile disabilitare la memorizzazione in un computer, ma un po’ tutti speriamo che l’influenza quest’anno tocchi chi se lo merita.
Il bello di tutta questa storia è che ci vuole una legge per usare un computer al posto delle macchine da scrivere per un esame.
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non oso pensare al fatto che la trascrizione della seduta della Camera sia disponibile … stenografata …
io ce l’ho la lettera 22..te l’avrei prestata nel caso
Ma in fin dei conti a te che ti frega? Quell’esame tu non lo farai mai…
verissimo, e ci terrei anche pochissimo a farlo
mmmah!