Dice la Wikipedìa:
Il Dalai Lama è la massima autorità temporale del Tibet, nonché la massima autorità spirituale della scuola Gelug del Buddhismo Tibetano. Presiede inoltre il governo tibetano in esilio.

E’ bene capirsi e conoscerle le cose, perchè io leggendo i giornali ho pensato che fosse un portatore sano di sfiga, visto che è stato evitato praticamente da tutti. Da Prodi al Papa, c’erano troppi impegni in agenda per incontrare questo simpatico 72enne in esilio dal 1959 in India.
Nel 1959 infatti la Cina ha occupato il Tibet e da allora quella nazione non conosce pace.
Per la Cina lo Stato del Tibet praticamente non esiste, il Dalai Lama è un premio Nobel e personaggio spirituale, ma non un capo di Stato. Per questo spesso il Dalai Lama è trattato come un appestato da politici e amministratori: una legittimazione da parte italiana equivarebbe ad una sonora incazzatura cinese, con cui siamo in affari e proprio ora che stanno apprezzando le orecchiette e la salsa non possiamo farli arrabbiare che sono un miliardo e se si incazzano non vendiamo Ferrari, D&G, Gucci, spaghetti, mandolino e mozzarelle.
C’è da dare atto almeno al presidente della Lombardia Formigoni e al sindaco di Torino, Chiamparino, di aver evitato ipocrisie incontrando in veste ufficiale il Capo di Stato del governo Tibetano in esilio (ora qualche hacker cinese mi defaccia il blog).
E io che non sono meno fesso dei due succitati, nè tantomeno di Beppe Grillo, ho ricevuto a casa Sua Santità.
Nella foto potete cogliere l’attimo in cui il Beato Guru si vanta di averla sganciata sonora e puzzolente, e ride.

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