Quando ho incontrato Andrea Gargiulo ad uno dei suoi primi Consigli Comunali a Mola mi sorprese il fatto che prima del cellulare mi diede la sua email. Un fenomeno che da allora non si è più ripetuto così spontaneamente nei miei rapporti con consiglieri e assessori.
Un segno forse della personalità che col tempo un po’ tutti abbiamo imparato ad apprezzare del piccolo grande assessore che amava definirsi parte-nopeo parte-molese.
Diede tanto fastidio il solo fatto che non fosse molese, cosa che ha sfruttato a suo favore affrontando le situazioni con pochi pregiudizi e più analisi cognitiva.
Di certo Gargiulo ne guadagnerà dal non essere più assessore alla Cultura di Mola, potrà dedicarsi meglio a lavoro e famiglia, che non guasta mai. A perderci sarà il paese che non ha saputo tenersi stretto un personaggio come lui. Uno che aveva provato a dare sapore e colore ai cartelloni culturali delle varie stagioni molesi, a fronte dei soliti polpi e birra che tanta fortuna hanno fatto alle aziende e allo stomaco delle migliaia di visitatori.
La scelta è chiara. Lo era già guardando la disparità di fondi dedicati agli assessorati, lo è oggi prendendo atto che ha perso l’elemento elettoralmente più debole.
Vedi anche: Nicola Ruggiero, Francesco Pietanza
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