Ecco un fatto di cronaca misto al web 2.0.
La vicenda di Perugia ha infatti i suoi diversi risvolti anche sul web, coinvolge ventenni coinvolti in pieno nei social network, giovani di cui è possibile sapere tutto quello che loro hanno voluto sinora far conoscere al mondo.
La vittima, Meredith Kercher aveva un account su Facebook; Raffaele Sollecito, giovinazzese indagato per l’omicidio e fidanzato della vittima, aveva un blog su msn.it; Amanda Knox, altra indagata, aveva un blog le cui foto, così come per gli altri, sono accuratamente riportate da repubblica.it e tanti altri.
Mettendo un attimo da parte il cupo fatto di cronaca, la mia attenzione si è concentrata su questo fenomeno di cui non ricordo precedenti. Per l’”informazione” organizzata non è stato necessario rovistare tra le foto di questura, scovare qualche amico o vicino per ottenere foto e dati degli indagati. Molti si sono affidati a blog e social network.
E allora metto le mani avanti:
AI COLLEGHI E AMICI: se ammazzo/mi ammazzano siate gentili nei commenti e non dite che ero un bravo ragazzo, che fa tanto di “era un grande coglione”.
Vedi anche:
facciamo così:
dipende da chi ammazzi; oppure, inversamente proporzionale, da chi ti fai ammazzare.
devi meritarti di non essere considerato “un gran coglione”.
Da Giovanni nn me lo sarei mai aspettato era una gran bravo ragazzo, generoso, altruista, sempre sorridente. Un gran coglione insomma! Ora deve marcire in carcere! ihihhi
Non so perchè ma a me il nome Amanda Knox ricorda tanto Lexi Amberson?