Incontentabili

Ore di blocco del traffico ferroviario nazionale perchè da due anni la Regione Campania non permette più loro di pagare meno l’abbonamento.
Incalcolabile il danno procurato a migliaia di lavoratori in tutta Italia. E loro che dicono al Tg3: “Non ci volete agevolare sull’abbonamento? E allora trovateci un lavoro al sud!”.
Dove sono le cariche della Polizia quando servono?

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30 Responses to Incontentabili

  1. Dominguez says:

    è il risultato di 5 anni di sinistra all’opposizione: la balla del precariato, dei poveretti che non possono lavorare, del lavoro come diritto sancito dalla costituzione… ecc….

    il lavoro non è un diritto… chi vuole lavorare deve andarselo a cercare.. muovendo il culo dalla casa dov’è nato…. e dalla mamma che gli cucina, gli lava e gli stira….

    quando ho iniziato io (anni ’80), mi sono dovuto sciroppare per anni decine di migliaia di chilometri in treno (Mola, Milano, Roma, ecc… manco i deportati) senza un briciolo di contratto… ora se parlo con qualche “giovane” mi dice che sono fortunato ad avere un lavoro???? mavaffanculo.

    Ciao
    D.

    P.S.: Giovanni scusa per il linguaggio.

  2. Giuseppe C says:

    Ma si sa, la Regione Campania di Sir Bassolino può permettersi di pagare l’abbonamento ai pendolari…

  3. Nico C says:

    Dominguez se permetti hai detto una grandissima CAZZATA.

  4. Don Chisciotte says:

    Anche secondo me Dominguez dice solo cazzate!!!

  5. Il lavoro non è un diritto? Beh, l’importante è dirlo subito. Ah, domì: beato te che hai un lavoro!

  6. Dominguez says:

    lo so di non essere “popolare” con quello che dico, ma l’esperienza di ognuno di noi non può non insegnarci qualcosa. negli anni ’80 i problemi nel trovare lavoro erano superiori a quelli attuali (è una mia opinione). non c’erano gli strumenti di oggi in tutti i settori, non c’era internet, era molto meno “usuale” pensare di trasferirsi in giro per l’italia/mondo; eravamo molto più legati al paese natio e a Mola c’era un sacco di gente (i cosiddetti “tornitori di vasca”) che non lavorava affatto (ed erano tanti)…
    oggi, quando ritorno Mola, vedo, sento e parlo con un sacco di amici, di gente, che lavora.. vedo pochissimi “tornitori di vasca”, probabilmente sono precari ma lavorano…
    i miei amici (miei coetanei quindi 40enni) che sono rimasti a Mola sono tutti “sistemati”, quasi nessuno nel pubblico… hanno tutti stentato agli inizi (per inizi intendo 5/6/7 e anche 10 anni) per poi trovare ognuno la sua sistemazione..

    non voglio dire che prima c’era più voglia di oggi di lavorare (lungi da me) e rispetto molto tutti i vs. commenti assolutamente di elevato livello, però l’esperienza mi ha insegnato che non bisogna aspettare che qualcuno ti porti il lavoro a casa, se ci si impegna, oggi come ieri, ognuno trova la sua strada. E’ un discorso da quarantenne del cazzo, ma non ci posso fare niente: io ne ho 40 e voi forse 25. la differenza è tutta li.

    Per chiudere, non condivido l’art. della costituzione. (punto).. è legittimo oppure la costituzione va intesa impropriamente (come qualcuno oggi purtroppo fa) come bibbia laica????

    Ciao
    D.

  7. mancio says:

    mmmah!
    nn è che la tua teoria sia completamente sbagliata…..

    il problema è che l’articolo della costituzione nn viene applicato….

  8. Franko says:

    Quoto il
    “rispetto molto tutti i vs. commenti assolutamente di elevato livello”
    :-)
    Ronzinante

  9. Condivido i due commenti di domenico e l’ultimo di Franko.
    Vivo sempre nella speranza che questo spazio sia per voi un bel salone, anzichè un cesso di autogrill.

  10. Frisbee says:

    Uhmmmm…. a mio modesto parere e, se permettete, dall’alto dei miei trent’anni di lavoro (è che ho iniziato molto presto…) credo che Dominguez abbia un po’ ragione e un po’ torto.

    Non sto a raccontare le mie scelte lavorative, ma anch’io ho fatto tal quale Dominguez, forse anche qualcosina in più….

    E quindi condivido perfettamente quello che lui dice: il lavoro è certamente un diritto sacrosanto, però bisogna darsi da fare attivamente per ricercarlo.

    Però, è anche vero che la protesta, certamente anarcoide e lazzara, dei pendolari napoletani un po’ è giustificabile. In sostanza, perchè gente che lavora deve pagare fior di quattrini per raggiungere il posto di lavoro e poi tornare a casa, ottenendo peraltro un servizio di qualità non scadente ma infima????

    Ho viaggiato a lungo sulle “benemerite” (si fa per dire…) linee delle FS. E non certo da Mola a Bari, ma su tratte anche di 1000 km…. E se si poteva tollerare un servizio scadente negli anni settanta e ottanta (con costi abbastanza ridotti), oggi non è possibile viaggiare in condizioni da carro bestiame, pagando fior di quattrini.

    Un piccolo aneddoto. Qualche mese fa, vado a Roma col pendolino, in prima classe per lavoro. Entro nella toilette … mi lavo le mani… cerco gli asciugamani di carta nell’apposito contenitore. Manco lo sfioro e mi crolla sui piedi: una cassapanca d’acciaio che si è staccata così, all’improvviso. Mi sento Hulk…. si fa per dire…. Esco, e dietro la porta trovo un tizio con gli arnesi da idraulico: gli spiego l’accaduto. “Nessun problema: ora l’aggiusto.”

    Nel pomeriggio torno a Bari, sempre col pendolino. Vado al cesso (ormai è meglio chiamarlo così…) e trovo la “cassapanca” per terra…. Era lo stesso vagone e la stessa toilette….

    E si trattava del pendolino e pure della prima classe: non oso pensare a cosa accade in seconda e sui treni c.d. Okay….. (quelli che partono da Tiburtina in orari impossibili, paghi niente, ma ti fai tutte le fermate… pure per pisciare … come dice De Gregori…).

    A voi le considerazioni.

  11. Nico C says:

    il problema non è “come tutelare lo sfaticato”…Domniguez ha messo in dubbio una delle cose fondamentali della vita e della dignità di una persona: IL DIRITTO AL LAVORO. E’ chiaro che chi lo cerca, ha diritto di averlo. Chi non lo cerca, se ne strafotte di questo diritto, ma addirittura mettere in dubbio il diritto al lavoro mi sembra esagerato..

  12. Dominguez says:

    Nico non condivido e cerco di spiegare perché. il diritto è qualcosa che spetta, qualcosa che qualcuno si aspetta di ricevere perché è garantito.

    probabilmente nel 1946 poteva avere un senso anche di carattere simbolico visto da dove si veniva, ma oggi non ha più nessun senso, è assolutamente anacronistico…

    riempirsi la bocca (passatemi l’eufemismo) con questo DIRITTO non ha nessuna applicazione pratica nel mondo odierno. serve, a mio parere, solo a creare alibi a chi il lavoro lo vuole garantito da qualcun’altro (paraculismo spinto di cui l’Italia è portabandiera)…

    comunque abbinare la dignità della persona (sacrosanta) con il famigerato diritto al lavoro mi sembra un’operazione strumentale a basso costo e ad alto ritorno in termini di consenso…

    la Costituzione Italiana va svecchiata e va fatto soprattutto su queste tematiche.

    attendo con ansia la lapidazione dall’ultima generazione di sacerdoti: quelli della costituzione italiana.
    D.

  13. Franko says:

    “Però, è anche vero che la protesta, certamente anarcoide e lazzara, dei pendolari napoletani un po’ è giustificabile”
    Frisbee, sono stato un paio di giorni a cercare dove si fosse messo quel -po’- di giustificabile. ma, sinceramente, non l’ho trovato.
    Forse perchè mi sono messo nei panni di chi, magari da … chessò?, Reggio Calabria, andava a Roma per un colloquio di lavoro che poteva cambiargli la vita? Chi poteva essere questo qualcuno? uno studente? un operaio in cassa integrazione? un disoccupato?
    O forse era qualcuno che dalla provincia, chessò?, di Brindisi, andava a trovare un parente malato?
    O magari i panni erano quelli, chessò?, di uno straniero che vive in provincia di Bari che doveva andare a prendere l’aereo perchè, dura la vita di chi vive lontano dagli affetti, era stato raggiunto dalla triste notizia della morte di un genitore in sudamerica?
    O magari di chi voleva semplicemente prendere quel volo per andare in vacanza perchè la vita non è solo sacrifici ed anche un impiegato pendolare che fa tutti i giorni bari – lecce in treno ha diritto a godersi una vacanza, senza che qualcuno gli dica: io me ne fotto di te e di mezza italia.
    Magari ci penso un altro poco, ma dubito di riuscire a trovare questo -po’- di giustificabile.
    Vedi, io penso che non è che per rivendicare il diritto allo sconto ci si debba arrogare il diritto (ma questo è un paese di diritti o qualcuno ha anche qualche dovere?) di poter fermare impunemente il paese ed impunemente passare sopra quell’articolo di codice che parla di “interruzione di pubblico servizio”. Magari (ti banalizzo un esempio) sarebbe più facile pretendere che chi si ruba lo stipendio facendo finta di lavorare ma poi non aggiusta nemmeno gli armadietti nei treni eurostar di prima classe venga licenziato. Anche se poi potrebbe innescarsi lo sciopero della categoria e magari si potrebbe pensare a occupare i binari della ferrovia.
    e punto a capo.

  14. Frisbee says:

    Quando parlavo di giustificazione non intendevo alle modalità (sicuramente ingiustificabili per interruzione di pubblico servizio), ma alle motivazioni.

    Fare il pendolare, specie se a centinaia e centinaia di kilometri non è facile. Provare per credere.

  15. Nico C says:

    Io penso che i POSTI STATALI, abbiano bisogno di alcune …RIVISITAZIONI.
    E’ scandaloso che ci siano degli INTOCCABILI che in virtù di questa intoccabilità non fanno un emerito cavolo sul posto di lavoro percependo come stipendio le nostre tasse.
    Dominguez, perdonami ma non sono d’accordo con te. Non sono un sacerdote della constituzione nè tantomeno ho bisogno di tornaconti elettorali. Ti basta semplicemente leggere qualsiasi libro di DIRITTO DEL LAVORO e DIRITTO SINDACALE per farti capire che il lavoro è UN DIRITTO DI OGNI UOMO (che lo cerca ovviamente).
    E’ il lavoro che rende l’essere umano meno ricattabile e indipendente. Non a caso la MafiA ha tutto l’interesse di mantenere alti i tassi di disoccupazione al Sud perchè altrimnti non ci sarebbero NEW ENTRIES tra i killers.

    Franko è verissimo quello che dici, ma la colpa non può essere data ai manifestanti per occultare le inefficienze scandalose dei servizi italiani….

  16. Franko says:

    io non mi ero nemmeno lontanamente permesso di avvicinarmi al problema del diritto al lavoro sancito dalla Costituzione.
    Come, credo anche, Juan.
    Attnendomi strettamente al post, avevo espresso il mio parere sul fatto che oramai qualunque tipo di manifestazione per rivendicar diritti si trasforma in un’orgia di blocchi e manifestazioni incivili.
    A proposito, però, di tutele e diritti, visto che proprio mi ci tirate dentro, nemmeno una parola per chi ha visto violare i propri, bloccato sui binari roventi di questi giorni.
    Quando qualcuno di voi si troverà con il pupo di pochi mesi fermo ad arrostire sui binari con rischio della inclumità stessa prppria e della propria creatura, a causa di un nugolo di giardinieri comunali stanchi di potare gli olenadri con forbici spuntate, vi sfido ad essere così magnanimamente gandhiani.
    Io cercherò di essere lì a sventolar carte di diritti, costituzioni e il ritratto formato poster gigante di Giobbe.

  17. Infatti il dibattito si è ingigantito in modo smisurato.

  18. Nico C says:

    Franko, personalmente preferisco 100 volte manifestazioni di protesta che un COMA generale. Significa che nel bene o nel male, l’Italia è ancora viva (da qualche parte…da noi sembra vegetare).

  19. Francesco says:

    …sono queste discussioni che mi fanno radicalizzare…

  20. Franko says:

    France’, me lo spieghi?

  21. Frisbee says:

    Un mio ultimo commento chiarificatore è stato cancellato…. perchè????

    Eppure non era nè offensivo nè sboccato….. La censura è una cosa stupida.

  22. Francesco says:

    …franko te lo spiego subito. Questi discorsi non fanno altro che dividere quello che dovrebbe stare insieme per rivendicare uguali diritti, che vanno a sostanziarsi in Doveri. Il lavoratore privato come quello pubblico. Quello che è entrato nel “mondo del lavoro” negli anni ’80 con quello che oggi fa il precario.
    Mentre poi leggo del lavoratore privato che va contro quello pubblico perchè lui ha dei Diritti che l’altro non ha, per questo è un “fannullone”. Quello che ha cominciato a lavorare negli anni ’80 dice che “ai tempi suoi” era più difficile mentre oggi è più facile (ma davvero? vai a vedere in Piazza quanti precari e disoccupati ci sono). L’altro dice che “questi giovani, pretendono assai”…
    Insomma, io trovo tutto questo abbastanza patetico…

  23. ruggiovanni says:

    @ Frisbee: la sindrome di persecuzione aumenta con l’età. Ho cercato il commento di cui parli queli che il servizio antispam blocca, ma tra gli ultimi 100 commenti non ho trovato niente.
    Non penserai certo che trovo pure il tempo di stare a censurarti? Da quando ho un blog (fin dai più sconosciuti a tutti) non ho mai cancellato un commento, dovrei darti anche l’onore di essere il primo?

  24. Franko says:

    Francesco, sono d’accordo con te nel trovare sconveniente la contrapposizione fra il lavoratore di ieri che malsopporta il lamentarsi dei giovani d’oggi: ai tempi miei … una frase che non ho mai saputo sopportare.
    E viceversa chi oggi dice che ieri era più facile.
    Te lo dice un che fa la libera professione, ma figlio di due genitori entrambi dipendenti pubblici ora in pensione (uno impiegato che ha inzitao a lavorare nel metapontino prima e nel foggiano poi nel dopoguerra: le bonifiche, la riforma agraria, ecc.; l’altra insegnante elementare) e con un fratello impiegato statale.
    sentire questi discorsi diffusi dell’impiegato pubblico bivaccante dietro la scrivania come luogo comune mi intristiscono, perchè conosco la serietà di chi ha lavorato duro ieri e lavora coscientemente oggi, pur a fianco di altri scansafatica.
    così come mi intristisce e mi fa rabbia sentire che se uno è autonomo per definizione è ladro ed evasore. perchè inevitabilmente uno si sente ferito e si riempie di rabbia quando pensi che sarai pure un ladro ed evasore, ma perchè allora stai a sgobbare fino a notte fonda se c’è da consegnare un lavoro ed il pupo non ti vedrà per due-tre giorni filati anche se siete a 10 minuti di strada a piedi?
    Quando parlo di diritti e di doveri voglio intendere solo una cosa: fare il proprio dovere con l’orgoglio di sentirsi bene perchè si è risposto alla propria coscienza senza preoccuparsi che/se l’altro fa di meno e io non sono più fesso di lui; questo guardare in cagnesco l’altro porta solo all’imbarbarimento.
    Ho voluto rispondere a questo imbarbarimento che si diffonde rapidamente negli strati sociali, tutti contro tutti, e la solidarietà che scompare perchè lo sconticino sul mio abbonamento è più importante di tutto.
    E l’umanità su quei treni che vanno chissà dove, portando chissà quali storie in sè?
    Chissenefrega: voglio lo sconto.

  25. Francesco says:

    franko totalmente d’accordo.
    Ma a mio parere il punto è proprio questo: l’imbarbarimento. E, nell’egoismo complessivo, nella divisione tra lavoratori, nell’ipocrisia che dilaga e generalizza contro tutto e contri tutti, chi ne guadagna? Montezemolo e Confindustria che sparano contro tutto e tutti e pretendono che, se ci sono dei soldi, vanno dati alle imprese e non certo ai lavoratori!

  26. Nico C says:

    “Quando parlo di diritti e di doveri voglio intendere solo una cosa: fare il proprio dovere con l’orgoglio di sentirsi bene perchè si è risposto alla propria coscienza senza preoccuparsi che/se l’altro fa di meno e io non sono più fesso di lui; questo guardare in cagnesco l’altro porta solo all’imbarbarimento.”

    Franko ma io intendevo proprio questo. Nelle rare eccezioni di chi svolge il proprio lavoro per spirito di sacrificio, dovere e per moralità personale, ci sono milioni di INTOCCABILI statali che approfittano di questo Status per dormire.

    Nelle aziende private, o lavori o sei fuori. Non vedo perchè lo stesso criterio di valutazione delle performances e della dedizione a lavoro non debba essere applicata all’ambito statale. Tu mi parli dei tuoi genitori e giustamente fai un discorso ottimistico ma voglio invitarti a guardare anche il bicchiere mezzo vuoto: come non ricordarmi alcune professoresse annoiate che quando dovevano fare lezione si “licenziavano” con un LAVORO DI CREATIVITA’ dove nel corso dell’ora dovevamo inventarci una canzone che puntualmente lei non ascoltava a fine lezione mentre tutto il tempo lo trascorreva a fare cuoricini sulla sua agenda? Come non dimenticare le continue assenze di certi professori che si presentano a 10 minuti prima dello scoccare della fine della loro ora di lezione pretendendo di spiegare l’inspiegabile e darti da studiare quello che LEI avrebbe dovuto spiegare? E come spiegarti ancora le inefficienze degli uffici comunali, di quegli scansafatiche che poco se ne fanno dei continui richiami di qualucuno…magari lo apostrofano come ROMPIPALLE….e dicono ai nuovi arrivati: ma chi te lo fa fare a lavorare cosi’ tanto? Hai la fortuna di essere impiegato statale…prenditela comoda! dormi su sette cuscini!
    E c’è gente che per avere un contratto a tempo indeterminato deve farsi un culo come una capanna e lavorare la notte del sabato e della domenica perchè il lavoro da fare è urgente e all’azienda poco importa se volevi riposarti nel weekend e poco importa se devi recarti di notte in ufficio e poco importa se NON TE LO CONTANO COME STRAORDINARIO sulla tua misera busta paga da Co.Co.pro. da 600 euro fissi mensili!
    E’ UNA VERGOGNA! E’ UN INSULTO AL LAVORO UMANO E ALLA DIGNITA’ DI CHI LAVORA E UN ATTESTATO DI PREGIO A CHI SI SCIACQUA LE PALLE PROTETTO DA ATAVICI CONTRATTI DI LAVORO CHE LI PRIVILEGIANO.

    Ci vuole una Rivoluzione Sociale, per il bene di tutti, se questo Paese vuole riprendersi, deve appropriarsi del concetto di MERITROCRAZIA. Lavoro a chi lavora e IL RELAX A TEMPO INDETERMINATO a chi pensa che a lavoro si possa giocare a Scala 40.

  27. Dominguez says:

    ma fatela finita con sta favola del precariato…. fatela finita.

    “Quello che ha cominciato a lavorare negli anni ‘80″ (sarò un cristiano anche io??) vi dice che in quegli anni non c’era precariato perché non c’era nemmeno il lavoro…. i ragazzi che lavoravano a nero alla famigerata “segheria” (chi ha di 35 anni ricorderà) lavoravano per 10-12 ore al giorno con infortuni a catena (informatevi) e buttati fuori alla prima lamentela…. senza uno straccio di diritto o di contributo pagato… e con quatto lire in tasca.

    quella era l’alternativa altro che lavoro a tempo indeterminato….

    il cosiddetto precariato non va ne combattuto ne abolito, va solo REGOLAMENTATO meglio. è un’ottima possibilità di ingresso nel mondo del lavoro per i giovani ma non può essere a vita.

    quindi toglietevi di dosso le stronzate di cui vi riempiono la testa sui falsi problemi sociali e pensate a cercare un lavoro, magari precario se non riuscite a trovarne uno a tempo indeterminato.

    @ NicoC: “preferisco 100 volte manifestazioni di protesta che un COMA generale. Significa che nel bene o nel male, l’Italia è ancora viva”
    MA CHE STRONZATA E’??? non c’è nulla che possa giustificare una manifestazione come quella di quei pendolari. niente.

    D.

  28. Frisbee says:

    Dominguez, mi dispiace ma devo contraddirti. E’ vero quello che tu dici sul lavoro nero (le segherie, i lavori da muratore, ecc.), ma dimentichi che quel lavoro nero c’era allora e c’è ancora oggi … e oggi forse più di prima: basta vedere l’impennata degli infortuni sul lavoro….

    Quanto alla disoccupazione degli anni ottanta: è vero ce n’era tanta. Però, tutti i giovani di quegli anni si sono sistemati una volta trovato il lavoro. Perchè quando si trovava il lavoro era un lavoro stabile e ben retribuito: ti potevi sposare, mettere su casa, e dopo un po’ anche pensare di comprartela la casa, fare le vacanze, ecc. ecc..

    Quindi, quello che è cambiato è che mentre prima c’era disoccupazione e lavoro nero, oggi a questi fenomeni si è aggiunto il lavoro precario che prima non esisteva.

    Io, per esempio, ho iniziato a lavorare a 20 anni appena diplomato, e nel contempo studiavo all’università. Mi pagavano molto bene, avevo un lavoro con tutti i diritti contrattuali, eppure dovevo ancora imparare il mestiere.

    Temo che ai miei figli le cose non andranno così, nonostante tutti gli anni di studio che si stanno facendo. Ecco perchè è giusta e necessaria una solidarietà tra le generazioni.

    Come è giusto lottare insieme contro le sacche di parassistismo e di inefficienza che si annidano nella pubblica amministrazione, dove sicuramente c’era e c’è gente splendida e preparata, ma ce ne è anche tanta sfaticata e arrogante. Qui i sindacati dovrebbero fare una scelta di campo: purtroppo, da anni hanno smesso di tutelare le categorie del lavoro privato, lasciate sempre più alla mercè di padroni e padroncini, per difendere solo i dipendenti del pubblico impiego. Troppo comodo e troppo facile.

    Quanto alla questione della protesta dei lavoratori napoletani: ripeto che è condannabile la forma, ma la motivazione è condivisibile. Perchè pendolari che sono costretti a farsi centinaia se non migliaia di chilometri alla settimana devono pure essere torchiati dalle FS con biglietti dal prezzo da strozzinaggio e dal servizio pessimo??? Questa è gente che è dovuta andare lontano per cercarsi un lavoro, che paga fitti esosi per monolocali nelle città del nord, che fa la palla da biliardo su è giù l’Italia per andare a lavorare e poi tornare dalla famiglia.

    Certo è che se si fa i pendolari Mola-Bari, con la parmigiana, fatta da mammà, che aspetta ancora calda in forno, è un po’ difficile capire l’esasperazione e la malavita che fa questa gente. Altro che incontentabili…..

    Io ho fatto il pendolare “long distance” per un bel po’ e so cosa vuol dire: arrivi ad odiarlo il treno. Credo che se i pendolari della “parmigiana” fossero costretti a fare le palle da biliardo su è giù per lo stivale, almeno qualche “chitemmorto” alle FS ci scapperebbe…. O no????

  29. Nico C says:

    Pienamente d’accordo con Frisbee.
    Dominguez, dovresti rivederti i concetti di DIRITTO DEL LAVORO e di DEMOCRAZIA. Sei lontano 3 galassie.

  30. mancio says:

    dominguez quoto in pieno frisbee e nico…..

    ci sono dei problemi come ho già detto in precedenza che fanno si che nn si applichi
    però
    i concetti di democrazia e diritto al lavoro devono essere fondamentali….

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