le chiacchiere stanno a zero
In tutti i comuni d’Italia è possibile sostenere la presentazione del referendum per abrogare la legge elettorale attualmente in corso per eleggere deputati e senatori.
Prendendo spunto dal sito del comitato promotore, questi sono i tre quesiti proposti:
1° quesito - Modulo verde
Premio di maggioranza alla liste più votata alla Camera
2° quesito - Modulo bianco
Premio di maggioranza alla liste più votata al Senato
3° quesito - Modulo rosso
Abrogazione candidature multiple
Firmo anch’io questa proposta di referendum, condividendo questa analisi di Giovanni Guzzetta. Rimarco il mio essere un proporzionalista convinto, ma non mi si venga a dire che l’attuale legge elettorale sia accettabile.
Certo, il Parlamento potrà sempre farsi una legge elettorale su misura, ma questo referendum potrà almeno dare un segnale forte e chiaro.
Via i partiti personali che oggi ci sono e domani chissà .
Spazio per aggregazioni più omogenee e non forzatamente create per ingegneria elettorale.
Voglio votare una persona candidata per una precisa lista elettorale, che si candida solo nel mio collegio elettorale e non altrove.
Vi dirò di più: voglio votare il Presidente del Consiglio, così come scelgo il sindaco e i presidenti di provincia e regione.
Non voglio necessariamente partecipare alla Politica, e come me tanti altri difficilmente possono dedicare tempo a farla attivamente. Voglio però poter decidere e contare qualcosa, delegare le mie decisioni con meno passaggi possibili.
… E giusto perchè ci sono: voglio il raddoppio dell’educazione Civica alle elementari e alle media, e l’insegnamento del Diritto anche nei licei Classici.
« -Signor Johnson, se ha qualche consiglio da darmi...
- Certo ragazzo: non finire mai una frase con una preposizione e non la cominciare mai con i due punti.»
(Il giovane giornalista Jon Korkes e il veterano Jack Lemmon, da "Prima Pagina")
Francesco
Giugno 24th, 2007 at 5:18 pm
…non mi convince questo Referendum. Si presenta come una pistola alla tempia del Parlamento. Troppo semplice in questa fase di malessere diffuso nei confronti delle Istituzioni (e dei Partiti in particolare), proporre modelli che dietro la giusta demagogia del “riduciamo i Partiti” nascondono un sistema che (a mio modesto parere) è anti-democratico (come il Maggioritario spinto che insegue la Legge).
Non ci possiamo permettere di ritrovarci con altre leggi “sbagliate” come quella che abbiamo oggi.
Io penso che il Parlamento debba affrontare seriamente la discussione su una Legge proporzionale con sbarramento al 4-5%.
Giovanni Ruggiero
Giugno 24th, 2007 at 6:46 pm
non lo vedo questo maggioritario spinto inseguito dal referendum, anzi.
Umberto D
Giugno 24th, 2007 at 6:50 pm
Io sono a favore di questo referendum e sono felice che AN si sia mobilitata in questa direzione.
C’è bisogno di una drastica riduzione dei partiti.
Francesco
Giugno 24th, 2007 at 7:26 pm
Umbè il Maggioritario non significa riduzione dei Partiti. E questa è una evidenza storica. Anzi, il Maggioritario paradossalmente ha fatto “esplodere” i Partiti in tanti gruppetti.
Giovà : “1° quesito - Modulo verde
Premio di maggioranza alla liste più votata alla Camera
2° quesito - Modulo bianco
Premio di maggioranza alla liste più votata al Senato” -> questo significa Maggioritario spinto (più in là si andrebbe a fare il “listone” di fascista memoria)! Io sono contrario ai premi di Maggioranza.
Umberto D
Giugno 25th, 2007 at 5:54 am
Sicuramente è migliore dell’attuale il sistema, il quale va bene a tutti e soprattutto ai piccoli partiti.
Franko
Giugno 25th, 2007 at 9:40 am
i referendum popolari sono abrogativi, se non ricordo male, e scusate la mia ignoranza.
Ora, molte volte i partiti hanno avversato i referendum con la motivazione che la vacatio legis è pericolosa, ed i comitati promotori non sempre propongono alternative alle abrogazioni proposte.
vedo parlamentari, ministri, sottosegretari (sembra un ritornello di una canzone di dario fo) accorrere felici e firmare un referendum su una legge che tutti dicono necessariamete da abrogare: ma cosa fanno, dunque questi parlamentari? si firmano addosso? si firmano contro? si stanno appuntando un promemoria: “devo fare la legge elettorale”? o più semplicemente stanno gettando un po’ di sano fumo negli occhi del popolo ben sapendo che:
- da destra si potrà dire: il governo che tanto accusava noi di avere fatto questa legge, parla parla, ma non fa nulla per cambiarla, e giù l’ennesima accusa alle penali dovute al ricatto dell’estrema sinistra (o sinistra radicale);
- da sinistra, ben sapendo che OGGI con questa legge elettorale o un’altra non va da nessuna parte (l’elettorato punirebbe l’attuale coalizione di governo e poi c’è da creare il PD e organizzarsi un po’, adirittura ora con il nuovo leader, l’amerikano Veltroni), tanto vale menare il can per l’aia e tirarla per le lunghe fino a ridosso della fine legislatura, quando apparirà come per magia la nuova legge elettorale.
Nel frattempo il PD avrà fatto meglio i suoi calcoli per capire se può sbarazzarsi della sinistra unita (se si sarà unita) e poi, quale migliore garanzia di stabilità di governo se manca una seria vera nuova legge elettorale? con la vacatio legis mica si può andare a votare: con quale sistema?
meglio restare dunque in regime di vacatio, con un referendum abrogativo che ha fatto al meglio il suo dovere e al più, prima o poi se dovesse cadere l’esecutivo, un governo istituzionale non si nega a nessuno. E nel governo delle larghe intese PdCI, PRC, Verdi e SD mica entrano!
Il PD comincia le sue prove di pertito di potere; niente male, no?
Giova’ di tutti i referendum-bufala, questo mi sembra DOP! come le migliori mozzarelle. Con la differenza che le mozzarelle di bufala sono buonissime, questo referendum mi sembra una polpetta di bufala. Avvelenata.
mancio
Giugno 25th, 2007 at 12:26 pm
anche a me questo referendum lascia un pò di perplessità ….
è vero che il maggioritario nn elimina i partiti piccoli, anzi……
io credo che da quel famoso referendum per il maggioritario..
il famoso SI! PER CAMBIARE…..
(dove peraltro io votai NO)
siamo caduti in questa situazione….
sinceramente ho paura che questo nuovo referendum peggiori ancora di più le cose
nicolabel
Giugno 25th, 2007 at 4:50 pm
Franko, giustamente ricordi che i referendum possono abrogare leggi o parti di esse. Proprio per questo i quesiti passano al vaglio della Corte Costituzionale che valuta se una loro approvazione creerebbe una vacatio legis. Nel caso in questione, ad es. per il primo quesito l’abrogazione riguarderebbe poche parole e si passerebbe da “la lista o il gruppo di liste che ottiene la maggioranza dei voti” a “la lista che ottiene la maggioranza dei voti”. Qualcosa di simile riguarderebbe il secondo e il terzo quesito.
Ai fini del mantenimento di una legge elettorale compatibile con il dettato costituzionale non dovrebbero esserci problemi, e comunque è materia di costituzionalisti nella quale le discussioni dei non addetti ai lavori mi paiono abbastanza oziose. Quello che a mio avviso è più interessante capire è se l’eventuale approvazione del quesito sia in grado di regalarci una legge efficace, ossia che risolva i più evidenti limiti del ‘Porcellum’ di Calderoli.
Secondo me no: i candidati continuerebbero ad essere imposti dall’alto (si continuerebbe a non esprimere alcuna preferenza), la nomina del presidente del consiglio resterebbe appannaggio del presidente della repubblica e dell’ottenimento della fiducia in Parlamento.
Le differenze starebbero invece nella formazione di cartelli elettorali di scarsa coesione interna, dove per giunta il potere contrattuale dei nanetti crescerebbe: questi infatti potranno far valere l’importanza del loro 1% di voti reclamando nelle liste (bloccate!) più posti di quelli che il loro effettivo peso elettorale comporterebbe. E io un Mastella, un Diliberto o una Mussolini che chiedono 50 deputati minacciando di presentarsi da soli e suicidarsi elettoralmente facendo però vincere la coalizione avversaria non li vorrei.
Tutto ciò con l’aggravante che dopo il referendum una modifica ulteriore della legge (ad es. con il ritorno ai collegi uninominali come in Spagna o in Francia) sarebbe preclusa.