Kareem è stato condannato a 4 anni di prigione. La sua colpa è quella di essere un blogger che ha criticato Mubarak su internet.
Altri blogger nei mesi scorsi erano stati arrestati in Egitto, ma sono stati presto rilasciati. Kareem invece è stato trattenuto, forse perchè gli altri blogger vedano con i loro occhi cosa potrebbe capitare ai dissidenti.
Come giustamente segnalano su Blogosfere:
«l’Egitto si è candidato all’Onu per ospitare nel 2009 l’Internet Governance Forum, che ha come obiettivo la promozione del confronto e del dialogo fra parti politiche e società civile in merito alle politiche di governabilità di internet. Non trovate un po’ di incoerenza?»
Mubarak è presidente egiziano sin dall’81 (26 anni fa) e in precedenza fu a lungo il vice di Sadat. Fino al 2005 tutti gli altri partiti erano sciolti e le elezioni si risolvevano in inutili plebisciti. Non risulta che alcun Paese occidentale abbia sollevato obiezioni sulla situazione egiziana, tanto che forse il governo del Cairo è ritenuto il più fedele alleato dell’Occidente nella Lega Araba.
La censura di cui parli è un ulteriore sintomo che in democrazia forma e sostanza non possono viaggiare separate.