UN PIANO DI GESTIONE “SOSTENIBILE” PER LA VALLE DEI TRULLI
Nel 2006 la “Murgia dei trulli” è stata inserita tra i cento siti in pericolo nel mondo dal World Monument Fund dell’Unesco. Una spia d’allarme che non va ignorata e che anzi accresce la necessità di trovare una soluzione progettuale efficace al graduale ed incessante degrado di questa area preziosa della Puglia.
Se ne discuterà venerdì 26 gennaio ad Alberobello in un convegno organizzato dal Lapis (Laboratorio culturale del paesaggio della Pietra a Secco) che chiama a raccolta rappresentanti del Governo nazionale, regionale e locale, su “strumenti e metodi per la conservazione e la valorizzazione delle identità territoriali: una proposta per il Paesaggio della Pietra a Secco”. Previsti gli interventi dei sottosegretari Danielle Gattegno Mazzonis (Beni Culturali) e Laura Marchetti (Ambiente), a coordinare i lavori della mattina la senatrice Maria Celeste Nardini. Dalle 15 gli amministratori della “valle dei trulli” saranno coinvolti in una tavola rotonda, coordinata dal presidente della V Commissione Regionale Pietro Mita, alla quale seguirà la firma del protocollo d’intesa.
Per anni le politiche di sviluppo territoriale non hanno mai saputo interpretarne l’importanza produttiva e la ricchezza sociale. In assenza quindi di un’istituzione “protagonista” nelle dinamiche forti tra città e territorio, se da un lato il riconoscimento Unesco dei trulli del centro storico di Alberobello ha portato all’attenzione internazionale le tecniche e gli oggetti della pietra a secco, d’altro lato l’esclusione di tutta la zona circostante caratterizzata dagli stessi elemanti ha portato ad uno sviluppo selvaggio del territorio, disseminato da centinaia di microcantieri che interessano i trulli rurali, recuperati da manodopera poco qualificata.
A questo va aggiunta la diversità di approccio che ogni comune ha adottato in merito al restauro e integrazione del trullo: se nella campagna di alcuni comuni è vietata la costruzione di nuovi trulli, in altri c’è la possibilità o addirittura l’obbligo di utilizzare il trullo per eventuali estensioni “una tantum”.
Potrà migliorare la concertazione delle politiche di sviluppo tra le varie amministrazioni comunali il PUTT (Piano Urbanistico Territoriale Tematico) Puglia, di recente approvazione, che ha individuato nella perimetrazione del Sottopiano “valle dei trulli” i 13 comuni caratterizzati dal particolare “habitat dei trulli”.
Un’area ancora da costituire, ma che rappresenta l’area ideale per una possibile proposta di estensione del titolo Unesco dei trulli di Alberobello, in funzione del valore di “paesaggio culturale” che esso offre, così come già succede per le Cinque Terre o i terrazzamenti delle Filippine.
Sarà necessario quindi un’analisi precisa (Piano di Gestione) della tutela e dello sviluppo del territorio, lanciata verso la conservazione della sua identità, ma che sia anche in grado di creare occupazione, soprattutto giovanile, capace di interagire tanto con il locale quanto con il nazionale ed internazionale. Un turismo sostenibile, quindi, incentrato sulla valorizzazione dei beni culturali e messo in moto da operatori consapevoli dei valori storici, naturali e culturali ereditati dal passato, da usare come forze potenziali di promozione nel futuro.
Info
Segreteria Organizzativa: Vitanna Convertini – Giuseppe Spinosa (392.3699756)
Addetto stampa: Giovanni Ruggiero (3496451082)



Continueremo a batterci per questo progetto, nonostante i tanti scettici. Un saluto e alla prox. Giuseppe S.
assolutamente.
E grazie della visita. Vieni quando vuoi!
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scusate se intervengo, non so se la mia domanda è fuori luogo circa l’argomento “Lapis e la tutela della pietra a secco” ovvero anche i nostri preziosi trulli. Ma premetto di essere un giovane pugliese che per lavoro si trova in calabria, proprio in un paese di detta regione, a ridosso della spiaggia, ho notato, all’interno di una struttura alberghiera un manufatto edile “dependance” realizzato con le caratteristiche dei nostri trulli. Sono rimasto stupito negativamente, quasi derubato di qualcosa che identifica la mia terra di origine. vorrei sapere se esiste una normativa specifica che vieta la realizzazione dei trulli in regioni diverse dalla Puglia. Rimango fiducioso in attesa di una risposta, speriamo!
mandami una foto con didascalia a ruggiovanni@gmail.com