le chiacchiere stanno a zero
Da ieri Pablito e Penelope hanno una nuova casa. I due potranno tornare a procreare in un ambiente piĂą consono a loro grazie alla devozione del tutore Fernando, all’ingegno dello zio Alessandro, alla mano esperta e sicura dello zio Michele, all’occhio amorevole dello zio Ivan e al supporto dello zio Giovanni.
Qui potete trovare un’accurata documentazione sulla costruzione del nuovo nido, dalla raccolta del materiale alla sua diretta realizzazione in loco.

- Finire il lavoro su “Culture Jam”;
- gufare perchè la Brambilla ottenga uno sgabello nel bagno di Montecitorio, così può dare gli asciugamani da seduta;
- trovare un posto sicuro (in ogni senso) per il derby di sabato della Bari;
- poter dire finalmente “ho una Dacia Logan SW“, perchè la Matiz (con tutto il rispetto per la padrona) mi fa soffrire di claustrofobia;
- uscire con l‘Architetto e tornare con lui alla prima birra dopo circa tre settimane da improvvisato astemio;
- fare un paio di visite importanti, da cui spero di chiarirmi un po’ le idee;
- farmi sentire dal medico dell’ospedale per avvertirlo che sono ancora vivo, anche se sono passate due settimane e non l’ho ancora richiamato per aggiornarlo sul fatto che la mattina, il pomeriggio e la sera… sono tornato a dare un sano contributo a questo Mondo.
E di tutto questo non c’è niente che possa rimandare ad altro momento. Buon lunedì a tutti.
La MolaBlogoSfera si allarga ancora un po’, e la speranza è che lo faccia ancora nel tempo perchè c’è sempre bisogno di voci nuove e diverse. Fa il suo ingresso Domenico Lofù, giovane piddino molese che molti blogger molesi forse già conoscevano.
Più siamo e meglio stiamo, rinnovo a tutti l’invito a segnalare altri blog targati Mola di Bari perchè più siamo e meglio ci capiamo.
La pubblicazione online dei dati dell’Agenzia delle Entrate ha scatenato in me una serie di opinioni contrastanti che non hanno ancora trovato una loro stabilità. Insomma ad oggi non so ancora come pensarla. Confesso che avrei voluto essere online al momento della pubblicazione per spulciare un po’ tra conoscenti e nomi noti della Regione Puglia (vip nazionali tipo calciatori e politici mi avrebbero allettato poco sapendo di quanto possono i commercialisti di un certo peso). E non nascondo di aver anche provato a cercare i file su Mola, chiestimi da diversi amici, ma ancora rimasti ignoti.
Saputa la notizia ero ancora in vacanza in ospedale, e lì per lì mi sono scandalizzato: "ma come? - mi sono chiesto - tanto casino per la privacy e poi spiattellano tutto in piazza". Poi però ho pensato a quei poveracci che puntualmente usufruiscono delle borse di studio Edisu nonostante due macchine, abbonamento a Sky e multiproprietà nel Salento. E lì ho cominciato ad incazzarmi un po’.
Mi sono ricreduto un attimo poi quando ho pensato che infondo c’è sempre la Guardia di Finanza, prima o poi quelli ti beccano, non sono fessi, non hanno bisogno certo che gli si dica quanto certi liberi professionisti e commercianti non dichiarino nei loro redditi. Ma mi è sembrata subito una stronzata e sono rimasto incazzato, ma solo perchè non ho potuto guardare anch’io quanto guadagnano i poveracci di cui sopra.
Mi chiedo ancora se pubblicare quei dati sia stata davvero un’operazione di sana democrazia, come qualcuno ha detto o un’invasione della privacy come sostengono le associazioni dei consumatori.
Alla fine non so come pensarla. So però che famiglie come la mia, pur volendo fortemente (ve l’assicuro), non potrà mai evadere perchè il nostro reddito è dato da chi poi lo deve controllare, quindi fanno prima e si prendono in principio quel che c’è da prendere.
Condivido con voi queste righe che valgono più da riflessione che altro. Non c’è conclusione in questo post, perchè non riesco a trovarne. Faccio solo un appello, tanto ormai la frittata è fatta: avete mica i dati delle dichiarazioni dei redditi di Mola di Bari?
Mi ero dimenticato di quanto facesse schifo lo yogurt
« -Signor Johnson, se ha qualche consiglio da darmi...
- Certo ragazzo: non finire mai una frase con una preposizione e non la cominciare mai con i due punti.»
(Il giovane giornalista Jon Korkes e il veterano Jack Lemmon, da "Prima Pagina")