Hanno abolito l’insegnamento del dubbio a scuola, non la storia dell’arte. Ma da mò…

Merda d'artista, May 1961

Merda d’artista, May 1961 (Photo credit: fortinbras)

La riforma Gelmini riduce le ore di Storia dell’Arte in certi indirizzi. Il fatto non è bello di per sè, ma non è un’abolizione della materia tout court nella scuola italiana. Michele Castelnovo, classe ’92 (no dico, ’92) e amministratore della pagina su Facebook “Il fascino degli intellettuali”, ha fatto quello che dovremmo fare tutti noi giornalisti: ha fatto una verifica. In questo articolo mi sembra lo spieghi in modo abbastanza esaustivo.

Esclusi alcuni pochissimi di cui conosco la buona fede, vi ho visti fare i fighi protestando (sempre e solo su Facebook) contro la cancellazione di una materia a vostro giudizio fondamentale nel sistema scolastico italiano. E vi immagino al liceo a spellarvi le mani per descrivere l’arco a tutto tondo. Lo fate perché così passate per fini amanti di quello che non avete mai capito e mai ve n’è fregato niente, ma non avete il coraggio di ammetterlo. Innanzitutto a voi stessi.

Non vi giudico, però vi faccio una preghiera. Visitate un museo, comprate un giornale ogni tanto, un libro magari, pagate il biglietto per andare a teatro, al cinema, a un concerto… se l’arte vi piace davvero fatelo nella vita reale. Mi andrebbe bene pure se faceste i fighi ancora postando – sempre e solo su Facebook – il vostro selfie (o autoscatto se proprio ci tenete) nella galleria del paese, davanti alla scorza dipinta da uno sconosciuto. Da qualche parte si deve pure cominciare. Ogni tanto, poi, fatevelo venire qualche dubbio.

p.s.: ma da mò… si legge “non da ora”

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La befana, juve-roma, il basket…

silvio-berlusconi-intercettazioniAssillati da Juventus-Roma di domenica sera? Cercate distrazioni dalle scadenze fiscali? Sapete già che la Befana ha venduto il carbone ai cinesi, dimenticate la calza del 2014 e lasciatemi consigliarvi qualche link del tuo autoreferenziale:

  • Memorial Fabbri, Rimini: Su www.fip.it/puglia video, foto e commenti al tradizionale trofeo di basket giovanile di gennaio. E non dimenticate la pagina Fb
  • Se vi capita di ascoltare radio Capital fino all’11 gennaio potreste imbattervi in qualcosa scritto o addirittura letto da me. Soprattutto di primo mattino potrebbe farvi male, ma dopo pranzo è meglio di un amaro Lucano.
  • Se non ricordate la data dell’inizio dei saldi nella vostra città e volete qualche consiglio utile, ho scritto un pezzetto che può farvi comodo
  • Chi è in zona barese domenica pomeriggio non può perdere il vero big match che la stagione calcistica ci sta offendo. Nel campionato d’Eccellenza pugliese la capolista Atletico Mola ospita il Gallipoli, seconda a quattro punti.
  • C’è chi lamenta scarsi contributi in tema politico e gastronomico. Lo so, lo so…

ps: la foto del post è puramente casuale, dico davvero.

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Metti una sera, a Roma…

A Roma, una sera...A Roma, una sera...A Roma, una sera...A Roma, una sera...A Roma, una sera...A Roma, una sera...
A Roma, una sera...A Roma, una sera...A Roma, una sera...A Roma, una sera...A Roma, una sera...A Roma, una sera...
A Roma, una sera...A Roma, una sera...A Roma, una sera...A Roma, una sera...A Roma, una sera...A Roma, una sera...
A Roma, una sera...A Roma, una sera...

Roma, un set su Flickr.

La giusta compagnia ispiratrice, un iphone mai domo al passare inesorabile del tempo, una mano ferma e uno scenario che… ma che ve lo dico a fare. Roma

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I buoni propositi per il 2014, quelli veri

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Gerry (Photo credit: juan_r)

Il mio vero capodanno è il 1 settembre. Però ogni fine anno, inizio nuovo anno, mi auto flagello con notturni rimproveri per gli obiettivi mancati e per quelli che neanche ho preso in considerazione, vuoi per scarsa fiducia nelle variabili del mondo, vuoi per mera dimenticanza.

Allora spazio a questo virtuoso quanto inutile elenco di cose da fare – o continuare a fare – nel 2014, un anno che si preannuncia proficuo e allettante, solo per il fatto che viene preceduto da questo elenco (la lista non ha ordine gerarchico, uso i pallini, non i numeri… sì, è una forma di parac… di sobrietà):

  • viaggiare
  • cambiare tutte le password
  • lavorare con compenso
  • lavorare con divertimento (che non esclude il punto precedente)
  • impegnarmi a farla sentire quello che è: la cosa più importante nella mia vita
  • migliorare html5, php, jquery, ajax e javascript
  • correre per il gusto di farlo
  • eliminare la nicotina in ogni sua forma
  • diventare professionista
  • comportarmi da professionista
  • resistere alla tentazione di comprare il nuovo album Panini
  • imparare a guidare sulla strada ghiacciata
  • fare un’inchiesta seria
  • fare un documentario, non necessariamente serio
  • lanciare una startup che un colosso quotato in borsa pagherà abbastanza da farmene fare un’altra
  • raccontare
  • leggere di più
  • ascoltare più musica, soprattutto quella che mi fa schifo
  • scrivere di più su questo blog, che fa tanto bene al corpo e alla mente (di chi scrive, non di chi legge)
  • tornare al Caduti di Superga
  • tornare al San Nicola
  • massì… tornare al PalaFlorio
  • giocare con Gerry (foto)

La lista potrebbe allungarsi nel corso di questo scorcio di fine anno. Ogni nuova proposta nei commenti sarà ben accolta, insulti compresi.

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Costretti a scegliere tra stipendio e dignità

JournalismDalla Puglia sono partito, dalla Puglia ripasso e non mi posso slegare. Qui ho conosciuto cialtroni e grandi talenti sprecati, cattivi e buoni maestri, o almeno ottimi esempi.

Al di là del numero esagerato di iscritti all’Ordine dei Giornalisti (finalmente il l’OdG si impegnerà a verificare gli albi regionali), ci sono colleghi che meritano il rispetto che si deve a chi ha rifiutato il certo per l’incerto.  Lo scorso settembre era stata la volta dell’ex direttore dell’emittente leccese Canale 8 Gaetano Gorgoni, in diretta a fine tg come potete vedere nel video a 6′ 55”. Oggi è la volta di Mauro Denigris, già direttore dell’emittente pugliese Antenna Sud, oggi ridotta a un canale tematico di televendite e sitcom vernacolari. L’editore, anzi l’azionista di maggioranza, ha mandato praticamente tutti a casa, tecnici e giornalisti, gente che lavorava assieme da tanti di quegli anni da non ricordare più quando tutto fosse cominciato. Oggi il padrone del vapore punta con Eataly Bari a dare da mangiare ai beoti che si faranno fregare un po’ di euro per riscoprire buonissimo quello che schifavano quando erano ospiti a pranzo dalle nonne.

I discorsoni sul precariato li lascio a chi ne sa più di me di politiche del lavoro e dell’editoria. Per me parlano gli esempi di due conterranei che fatico a chiamare colleghi perché paragoni con loro fatico a trovarne nel posto in cui sono nato e da cui periodicamente ormai fuggo.

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